sabato 17 marzo 2007

ZERO (dal diario novembre 2003)


*Punto zero

-forse non hai capito: sono m o r t o .
-e questo corpo che tocco che cos’è?
-è una zattera che mi ha traghettato “fin qui”; ora l’ho lasciata.
-rossano non esiste più, allora?
-esiste come illusione ultima:

L’ORIGINE ETERNA di ogni cosa;
IL PUNTO 0, zero, che non è mai esistito,
ma da cui tutto eternamente nasce.

-è questa la Realtà?
-no. Già il fatto di averlo indicato come zero, dovrebbe suscitarti il sospetto che possa essere l’Assoluto, l’inesprimibile. Nello stesso tempo, però, sappi che solo la Realtà è.
-forse è 1?
-ma anche nella tua logica mi sembra che l’1 venga dopo lo 0! Infatti, in quanto origine, lo 0 si scopre 1. Ma non sovrapporre una scansione temporale ad un processo eterno.
-per un attimo capisco quando viene detto che nulla è e nello stesso tempo che il vuoto è pieno.
-lascia tutto. E sperimenterai di essere la potenza di ogni cosa, il vuoto, l’origine.
Nello stesso tempo, saprai che questa origine è anche 1, che tutto è pieno così come è vuoto.
-forse mi stai introducendo al 2.
-certo. 0 e 1 si scoprono 2.
-la dualità è già un peccato originale, quindi?
-originale nei termini che abbiamo detto sì, ma perché peccato? Il peccato, come è stato scritto, è quello contro lo Spirito, ricordi? Per continuare la nostra simbologia, peccato è quello contro il numero 3, cioè il rapporto che nasce insieme ai numeri. Distinguere è peccato. Isolare. Non comprendere che tutto va tenuto insieme. Non ricordare l’esperienza originaria eterna. Non amare, perché il rapporto è questione di amore.
-e tu saresti all’origine di tutto questo?-sì, e anche Tu.

*Lo zero infinito
Come punto 0,
tutto è punto 0.
L’ego illusorio è sparito.
Sono l’ultima illusione,
il tutto come apertura,
creazione eterna, adesso infinito.
E’ l’ultima áncora concessa alle parole,
poi la realtà nirguna non si lascerà incastrare.
Il passo successivo non sarà un passo,
piuttosto una resa, lo scacco ultimo,
meta non meta dell’individuo.
Ma consapevolizziamo questo penultimo istante,
così che altri una volta che si ritrovino qui, non abbiano timore.
E’ come un diaframma infinito,
che per gioco si regola
e genera e distrugge,
ogni evento in ogni momento.

*Integrazione
E Rossano? Sparisce?
No, eccolo qui l’altro paradosso.
Svanito l’ego e l’illusione della dualità,
ecco l’infinito creare
(quello che appariva come l’ultimo modo possibile di indicare la Realtà)
presentarsi come Rossano.
Ora, in me, tutto nasce,tutto è me.

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