mercoledì 28 marzo 2007

come parassiti, si nutrono di energia vitale


immagina che sul tuo hardware possano girare i software vitali: il sw dell'amore, della consapevolezza, della spontanea creatività...

ma ecco che lì dove passano i circuiti principali accade che si inneschi un chip che interrompe il circuito e impedisce all'energia di circolare...anzi, la trattiene e la fa rigirare verso se stesso.

Un vero parassita che si nutre di energia.

QUALI PARASSITI STAI NUTRENDO ORA?

QUALI SONO QUESTI CHIP POSTICCI CHE IMPEDISCONO IL FLUIRE DELLA TUA SPONTANEA ENERGIA?

mi chiedi di farne un possibile elenco? intanto un es.: il chip eccitazione.

prova ad essere presente, consapevole, quando ti ecciti: impossibile.

perché l'eccitazione è un falso chip, è un parassita che devia l'energia principale e si nutre di se stesso.

ne parleremo, farò altri esempi.

Ma sappi che possiedi un metaldetector, un rilevatore di chip parassiti: l'ATTENZIONE.


***QUALE PARASSITA STO NUTRENDO ORA?***

giovedì 22 marzo 2007

nuvola dentro, nuvola fuori


Leggevo un storia ad a.: finalmente era arrivata la neve dalle parti di …e il coniglio… con i suoi amici (un’oca, un istrice etc ) avevano fatto un bel pupazzo, lavorando fino a tarda sera.
Erano rincasati dandosi appuntamento il giorno dopo per godersi il loro capolavoro. E infatti l’indomani si alzano, escono subito … e…ops il sole ha sciolto la neve e il loro pupazzo è evaporato.
Che delusione!
Ma l’oca guarda in alto e indica agli amici che il pupazzo c’è ancora, eccolo là! “eccolo là!”
C’è una nuvola in cielo, a forma di pupazzo di neve.
(una delle meditazioni zen consiste proprio nel saper riconoscere acqua, fuoco, terra, aria in noi e fuori di noi, la nuvola dentro e fuori di noi: quando mangeremo la minestra con a. vedremo di riconoscere la nuvola e con lei l’universo in quel piatto; ecco, so che a. mangerà con rispetto e soddisfazione, in fin dei conti lì dentro c’è il pupazzo dei suoi eroi)


sciolto


Ho dormito poco ma non a causa di a. (anzi, devo ammettere che a. ultimamente si fa delle belle nottate di fila….che si sia rotta di essere presa come pretesto per un blog?)
O meglio, non ero né sveglio né dormivo, semplicemente contemplavo.
Che cosa? Ma nulla, contemplare non presuppone un oggetto…è l’”esperienza” della mia natura.
Avevo iniziato facendo uno screenning cerebrale a me e ad a. con lo scopo di equilibrarci l’attività elettrica del cervello prima di addormentarci, poi il clic! come quando lo spettatore si sposta da una dimensione ad un’altra (ma sì, come quando da un sw passi al desktop e sei consapevole che quel programma non rappresentava tutta la possibilità digitale ma ne era una piccola espressione) ecco che l’attivatore e unico oggetto della mia attenzione non è + il cervello, anzi, il cervello si riduce a ruolo di semplice icona tra le icone del desktop.
E mi ritrovo ad essere a., i polmoni di a., il letto, la casa, la città, lo spazio, il tutto; e così, commosso, mi gusto il tutto qui e ora che si manifesta, mi gusto le piccole onde che salgono e scendono, mi gusto l’oceano infinito che le accoglie, mi gusto l’essere la stessa acqua dell’onda e dell’oceano.
E in questo oceano si sciolgono le immagini, i pensieri così come sono sorti, e i desideri, e gli attaccamenti, la paura , il coraggio e… si scioglie lo stesso oceano. Assolutamente sciolto, assolutamente sciolto, assolutamente sciolto, sciolto, assoluto,

mercoledì 21 marzo 2007

costellazioni chimiche


Lo so lo so, devo rassettare un po’ e far da cena ad a.,ma è così presa dai suoi libretti, mmm, qualche cosa riesco ancora a scrivere. Approfittiamo per meditare, come viene… un’altra volta vedremo di rifinire.


Alcune costellazioni chimiche sono + “dense” di altre. [scriviamo così, magari cerca tu di soffermarti e di capire, scusami, continuo….]
Non occorre badare al funzionamento del cuore che spontaneamente svolge il suo lavoro…
ma la chimica ‘mentale’ è diversa; sempre chimica è, ma il funzionamento può incepparsi:
c’è un processo chimico di base che da una parte genera la spontaneità del processo generale dall’altra ne può scatenare l’inghippo:
dal momento in cui sono consapevole di IO, questo processo include il processo SEPARAZIONE e OPPOSIZIONE. (oltre a spazio e tempo che, diciamo così, sono tutt’uno con processo io).
Andiamo all’inizio che accade ora
Il processo IO è la consapevolezza di IO; diciamo che è il big bang: IO SONO.
Questa esplosione di luce diventa lo SFONDO sul quale sembrerà accadere tutto “il resto”.
E’ un big bang in parte reale nel senso che è ‘concreto’; ma è anche irreale nel senso di parziale…
è un’illuminazione di ciò che è in sé la realtà: assoluto buio; ma è anche l’unica consapevolezza della realtà.
Conosco la realtà attraverso quella luce, facendo luce -grazie alla pila del big bang ‘io sono’- illumino la realtà;
quindi questa esplosione iniziale, che è luce, illumina e fa “conoscere” la realtà in quanto punto di vista sulla realtà (che rimane non conoscibile e inesprimibile).
E in un certo senso la crea, facendo luce, dà vita al buio della realtà, attiva il potenziale della realtà…

Già questa esplosione si caratterizza come insieme di opposti: è dalla realtà che avviene questa esplosione, o è nella realtà che accade (ogni espressione è non reale) ma in quanto luce non è il buio originario e insieme ne è l’unica illuminazione possibile.
Così l’unico modo di attingere alla realtà è quello di tenere insieme buio e luce, pur sapendo che IO è buio e nel momento in cui SONO illumino ciò che per natura è buio.
Però, per usare un’espressione approssimativa ma intuitiva, è nel cuore buio della realtà che si origina la luce.

È il cuore della realtà che pulsa nella luce, per quanto questa luce non sia propriamente il buio originario, ma ne sia comunque l’unica manifestazione che ci è data.

Sarebbe un po’ (tiriamo un es. per gli orecchi) un figlio, della stessa natura del padre, eppure figlio!

Nel momento stesso in cui esplode, questa consapevolezza luminosa (che è tutt’uno con il dire: io sono) non può distinguersi da un atto immediato: io sono e nello stesso tempo: io amo!
Io sono (l’atto luminoso di IO, l’essere di IO) è nello stesso tempo IO amo di essere quello che sono, Quello, Me,Io; essere è amore di essere, essere è amore.

Quindi, volendo esprimere, questo big bang diremo che è consapevolezza di essere (IO SONO), amore di essere (IO AMO) e, amando essere, non può che illuminare l’Io, continuamente: creazione infinita. IO SONO, IO AMO, IO CREO.

Per ora, accontentiamoci di questo: questo big bang luminoso, questo senso di esserci accade ora nell’uomo.
Non c’è separazione. Ma l’indistinto Tutto prende consapevolezza di sé solo nell’individuazione.
Il tutto è la realtà, una realtà ‘non conoscibile’.
La chimica del Tutto, nutrendosi di processi chimici individuali (cibo etc) genera un processo di consapevolezza che fa ‘dire’ all’individuo: IO (tutto) SONO. Ma è un’illuminazione di un’oscurità, un processo di opposti: 'io sono' viene illuminato dall’ 'io sono questo individuo'.
IO SONO è già da un certo punto di vista irreale perché è un’illuminazione della realtà, è un’apparire, ma nello stesso tempo è la realtà così come si manifesta. IO SONO è già quindi un’unione di opposti…. Ed è lo sfondo , il seme da cui germoglierà …
L’uomo “sperimenta” / consapevolizza l’IO SONO insieme con la consapevolezza dell’IO SONO QUESTO. Il tutto si nutre (concretamente! Cibo!) dell’individuo.
Un’”altra” unione di apparenti opposti.
Non consapevole di essere tutto, ecco la ferita, il peccato originale, l’inferno, la sofferenza: io sono questo e il resto è altro….
Non consapevole dell’io sono questo individuo, semplicemente non si dà paradiso…
La realtà è al di là del paradiso/inferno, ma si “concretizza” per l’uomo come possibilità di inferno/paradiso. Una coppia inscindibile per l’uomo in quanto individuo e in quanto tutto come consapevolizzato dall’individuo.
Una coppia di opposti, un processo che però non è propriamente reale, è uno sguardo luminoso (per così dire) sulla realtà.
L’etichetta sul campanello è INFERNO/PARADISO: non è un’indicazione falsa! Ma non è l’inquilino!
Abitando in questa casa, è spontaneamente e chimicamente istintivo per l’uomo consapevolizzare l’indirizzo e

[accipicchia, mi sa che a. ha proprio fame….intanto pubblico il post così, alla prossima Ciao!]

bhakti yoga





E dio disse: - Utilizziamo pure l’interfaccia 'Linguaggio' resa possibile con il processo-sw 'Uomo'.
E l’'Uomo' rispose: -Ma con chi parli se solo tu sei?
E dio: -fa parte del gioco reso possibile dal programma 'Maya', che c’è di male? Posso parlare di me a me: è semplicemente e naturalmente una delle possibilità.
L’'Uomo': “come parte di te allora ti ascolto; anzi, comprendo che lingua e orecchio fanno parte di un unico volto: avvenga pure il discorso”

E accadde il discorrere:

Manifestandomi come 'Uomo' ho attuato una delle infinite possibilità della mia natura….
con questo chipset può accadere CONSAPEVOLEZZA
Un sw di riconoscimento: SO DI ESSERE QUELLO e che SOLO QUELLO C’E’
Tramite la scheda e sw 'Uomo' attuo ciò che chiamerei programma 'Devozione':
nel riconoscermi, ecco la lode.
Il devoto è lo stesso dio a cui capita di riconoscersi.

Unico vero essere, ti lodo.
Con la mia presenza, ti lodo.
Questa lode sospesa nell’abisso e che nell’abisso verrà risucchiata.
Questa lode che, accadendo Ora, accade Eternamente.
Questa lode che non è mai stata né mai verrà pronunciata.”

La canzone e lo strumento avvengono come un unico processo.
Il suonatore e l’oggetto per cui si intesse il canto avvengono come un unico processo.
Ecco, canto di tutto ciò: dammi, ti prego, parole degne;



dammi, ti prego, un unico gioiello perché la memoria di te possa splendere eternamente e ovunque;
in Me, in me riconosco il canto:
io sono colui che è.
COLUI CHE È, È.

Appare l’ispirazione e insieme appare la fonte,
tutto qui: il petalo con il seme.
Come petalo, canti. Come seme, prepari lo strumento.
Come fiore, sei questo e quello.
In realtà: né seme, né petalo, né fiore.

Toccando la mia natura, sono. Cantando la mia natura, so di essere.
E amo. Amo essere quello che sono.



Essendo e amando essere, creo/attuo le infinite possibilità del mio essere.

Riconoscere, amare, attuare sono il medesimo canto.
E quest’unico canto è Grazia.
Riconoscere in tutto Tutto.
Riconoscere che io e il padre siamo una cosa sola;



riconoscere l’essere nell’amore, l’amore nell’essere, l’essere e l’amore nella creazione.
E tutto appare come Benedizione, luce da luce, illuminazione.

-La luminosità del tutto è allora la realtà?
-L’essere nel filo elettrico si manifesta come luminosità e il filo è colmo di gioia nell’illuminarsi,
ma la luminosità appare tale allo sguardo del filo.
Intanto, lasciati inondare di luce, attua la tua natura.

E poi?



[scusate, a. si è svegliata, to be continued]

a pugni


stavo cestinando alcune vecchie email...in una colloquiavo con un provetto pugile e la sua voglia di prendere a pugni la vita...prima di gettare le cartacce, qualche riga la pubblico nel blog:

"...Non sei quello che è stato abbattuto.
Non sei il pugile trionfante.
Non sei quello che vincerà, né quello che perderà.

Né l'arbitro.
Non sei la lotta.

Sei il ring dove tutto accade."

domenica 18 marzo 2007

corteccia






poco fa, scendendo le scale ho sentito che era il momento dell'abbraccio a tre; ho chiamato m. e a. e corpo a corpo a corpo ho condiviso con loro: "spontaneamente, darei la vita per voi, e sono felice".

(scommetto che gli studi avanzati di brain imaging, ecg o similari dimostreranno che l'amore e la paternità favoriscono il posizionamento dell'attività mentale nella circonvoluzione medio frontale sinistra)

la panchina

*Sono qui,
seduto su una panchina verde
e osservo con attenzione.
Lo sguardo mi si posa di fronte,
poi di lato, e sopra e sotto:
chi è che sto guardando? che cosa?
Si eleva in alto: ecco il parco dove
appare come un punto la panchina.
Più su, ancora più su e vedo la terra
e il sole e il buio e sulla panchina
quella che sembra polvere di stelle.

*Mangio un cracker,
seduto su una panchina verde
e osservo con attenzione.
Nel sapore una spiga, terra,
pioggia; la ruggine di un aratro
nella mia chimica e una nuvola
e vapore da una pianta tropicale:
quale sono io?

*Riposo,
seduto su una panchina verde
e osservo con attenzione.
Gola fegato un cuore che pulsa.
In profondità: tessuti nervi
sangue che circola e cellule
che scambiano e si cambiano:
chi si trasforma?

*Respiro,
seduto su una panchina verde
e osservo con attenzione.
Riconosco in me la sequenza
del prima e del dopo. Rewind,
mentre mi siedo e arrivo e parto…
indietro, bimbo genitori sudati
antenati un gladiatore romano;
avanzamento: eredi su Marte.
Quando sono io?

*Sono qui,
seduti su una panchina verde,
un astronauta un cuore Marte
una pianta tropicale una spiga
un gladiatore una stella un aratro…
Tutto sulla panchina si crea:
le lamentele di Carmen, il click
della tastiera a Beirut, l’infanzia
del mammut, l’alito dell’iguana
d’Australia, i desideri del nonno.

Tutto è presente,
in ogni istante in ogni panchina.
Ora, tutto compare e scompare:
che cosa potrei trattenere?
che cosa potrei rifiutare?
La panchina è il mio sorriso,
dove tutto implica tutto.
Come posso dire:
ecco questo, ecco quello?
La panchina è il mio sorriso,
dove tutto è niente.
Sono qui,
seduto su una panchina verde
e osservo con attenzione.
(inspiro espiro)
sorridendo - riconosco il TUTTO/NIENTE
sorridendo - riconosco che il TUTTO/NIENTE non ha origine
sorridendo - riconosco che il TUTTO/NIENTE non ha fine
(medito)
-riconoscendo tutto, non c’è nulla da temere
-amando tutto, posso rimanere indifferente
-contemplando tutto, non c’è nulla da desiderare.
Io Sono,
ecco la panchina verde.
Appare la Coscienza:ecco il tutto.
(inspiro espiro)
nell’Io Sonoil tutto
nel Tuttol’io sono
sorridendo Io Sono
(medito)
-finché io sono, ecco il tutto
-spontaneamente appare l’io sono
-io sono: che cosa sono?
non posso essere questo io sono

sabato 17 marzo 2007

interessere


Là vento. Là petalo: dukkha.
Pace:
il soffio del vento nel fiore.

NICCO


Non è la prima volta che vedo entrare al bar quello che chiamano Nicco.
La sua presenza si sarebbe confusa tra il fumo e lo scalare di briscole tra compagni anonimi.
Sono le sue richieste ad avermi incuriosito, o, piuttosto, la loro bizzarria. Anche ieri sera, dopo aver ispezionato la bontà del mazzo di carte e aver concordato con il compare i motti di rito, si è rivolto all’oste chiedendogli ‘5 kg di figa e orgasmo’. E dopo la partita: “Sandro, voglio 8 kg di tempra morale”.
8 kg di tempra morale? No, questa sera non mi sarei perso per nulla al mondo il giro di calici ed eccomi qui, posizionato tra il tavolo da gioco e il bancone, aspettando l’intrigante ordinazione del Nicco.
“Che cosa ti porto, Nicco?”
“Solito, solito. Anzi, Sandro, aspetta: portami 3 kg e ½ di estasi contemplativa, va’ ”
Come avesse chiesto il più volgare dei rum, Sandro passa l’ordine alla sua aiutante.
Vorrei capire con che cosa sta trafficando la Susi... penso di avvicinarmi con la scusa di andare al bagno, ma rinuncio: non vorrei perdermi un nuovo desiderio di Nicco e poi… cacchio mi sono distratto, è il mio turno di gioco.
“Sandro, aggiungimi 6 etti di soddisfazione sociale, per favore”.
Questa volta Sandro va personalmente ad esaudire l’ordine.
Il mio stupore sta superando l’ attenzione per la partita e la voglia di vincerne la posta. Mi alzo. Mi avvicino a Sandro, deciso di comprendere il segreto di quella fornitura, e con disinvoltura, celando l’urgenza del mio interesse, gli ammicco:
“E’ molto fornito il vostro bar!”
Sandro, sollevando una cassa di bottiglie, con aria svagata, mi ribatte:“No. Sempre la stessa acqua. E’ il cliente che cambia etichetta”.

ZERO (dal diario novembre 2003)


*Punto zero

-forse non hai capito: sono m o r t o .
-e questo corpo che tocco che cos’è?
-è una zattera che mi ha traghettato “fin qui”; ora l’ho lasciata.
-rossano non esiste più, allora?
-esiste come illusione ultima:

L’ORIGINE ETERNA di ogni cosa;
IL PUNTO 0, zero, che non è mai esistito,
ma da cui tutto eternamente nasce.

-è questa la Realtà?
-no. Già il fatto di averlo indicato come zero, dovrebbe suscitarti il sospetto che possa essere l’Assoluto, l’inesprimibile. Nello stesso tempo, però, sappi che solo la Realtà è.
-forse è 1?
-ma anche nella tua logica mi sembra che l’1 venga dopo lo 0! Infatti, in quanto origine, lo 0 si scopre 1. Ma non sovrapporre una scansione temporale ad un processo eterno.
-per un attimo capisco quando viene detto che nulla è e nello stesso tempo che il vuoto è pieno.
-lascia tutto. E sperimenterai di essere la potenza di ogni cosa, il vuoto, l’origine.
Nello stesso tempo, saprai che questa origine è anche 1, che tutto è pieno così come è vuoto.
-forse mi stai introducendo al 2.
-certo. 0 e 1 si scoprono 2.
-la dualità è già un peccato originale, quindi?
-originale nei termini che abbiamo detto sì, ma perché peccato? Il peccato, come è stato scritto, è quello contro lo Spirito, ricordi? Per continuare la nostra simbologia, peccato è quello contro il numero 3, cioè il rapporto che nasce insieme ai numeri. Distinguere è peccato. Isolare. Non comprendere che tutto va tenuto insieme. Non ricordare l’esperienza originaria eterna. Non amare, perché il rapporto è questione di amore.
-e tu saresti all’origine di tutto questo?-sì, e anche Tu.

*Lo zero infinito
Come punto 0,
tutto è punto 0.
L’ego illusorio è sparito.
Sono l’ultima illusione,
il tutto come apertura,
creazione eterna, adesso infinito.
E’ l’ultima áncora concessa alle parole,
poi la realtà nirguna non si lascerà incastrare.
Il passo successivo non sarà un passo,
piuttosto una resa, lo scacco ultimo,
meta non meta dell’individuo.
Ma consapevolizziamo questo penultimo istante,
così che altri una volta che si ritrovino qui, non abbiano timore.
E’ come un diaframma infinito,
che per gioco si regola
e genera e distrugge,
ogni evento in ogni momento.

*Integrazione
E Rossano? Sparisce?
No, eccolo qui l’altro paradosso.
Svanito l’ego e l’illusione della dualità,
ecco l’infinito creare
(quello che appariva come l’ultimo modo possibile di indicare la Realtà)
presentarsi come Rossano.
Ora, in me, tutto nasce,tutto è me.

martedì 13 marzo 2007

ospitalità


ieri angie stava osservando un lombrico...ed ecco il ricordo vivido di quando con gli amici (asilo? elementari?) abbiamo progettato e realizzato l'attacco via acqua ad una colonia di formiche e quel senso di nausea che ne è seguito, come se il secchio me lo fossi ingoiato io.

Certo da allora i miei piedi hanno acquisito una certa sensibilità: per quanto ne sia consapevole, evitano di pestare ogni formica (anzi a volte mi sembra che si salutino, mignolo e formiche, mah!).

E poi lo scorso anno abbiamo traslocato nella parte + umida della città e la casa è piccola piccola e le zanzare tante tante tantissime...

mmmm

ma poi angie mi ha chiamato dal bagno e mi ha indicato 'Hallowen', là ferma sulla piasterella azzurra che forse 'si lava, papà?'

ma che razza di nome è Hallowen per una zanzara? e ora, ditemi, come posso cacciare dal bagno hallowen se si sente sporca e ha bisogno di lavarsi?

la prossima sarà un'estate di intense trattative: presentarsi a tutte quelle zanzare, spiegare che siamo della stessa natura e qundi non sarebbe giusto prendersela con noi, magari dire una piccola bugia e indicargli qualche palude verso est, spargere qualche profumo...

ah, benvengano suggerimenti

lunedì 12 marzo 2007

incidentalmente


//perché un moralista perde sempre la sua sfida...c'è poco da fare...o il moralismo o la spontaneità della vita//

guarda quello che è capitato a L. la scorsa settimana: in moto, il bagnato e andava piano... ma quando stai per cadere il tempo si dilata e ti dai tempo per sentire ciò che è importante.

e vorrei vederti in quel frangente, quando L. pensa che non potrà + rivedere le due bimbe, "come, è appena nata! nooo!nooo!" e cerca di evitare il guardrail...

prova, su, ti permetto anche di ritagliare un fotogramma alla volta e di dialogare a faccia a faccia con quel papà impaurito e che cosa gli diresti? che si sbaglia, che la morte non lo riguarda? che le sue parole, le sue azioni e i suoi geni proseguono nelle sue bimbe? o che è tutto falso?

beh, meglio incontrarti al caldo, sul divano: in curva preferisco lasciar fare alla vita. A proposito, le percezioni erronee di L. gliel'hanno salvata, la vita.

mi ero quasi preoccupato

mi hai preso sul serio, e la serietà è maledettamente contaggiosa.
Ho dovuto fare almeno 3 inspiri e tre espiri prima di sorridere e tornare a me stesso. Possibile che non distingui il mezzo dal fine, anzi dall'Origine?
Questo mio giocare è un gioco ed è spontaneo e poi sono innamorato dei miei amici e loro mi permettono tutto questo. e, forse, leggono anche qualche bloggata e, forse, 1 su 10 pensano che ne è valsa l'attenzione.
ma poiché mi sei caro, ho pensato anche a te e ti offro questa illusione: immagina se dopo aver letto 144 blog qualcuno sorride al proprio figlio e gli dice: "sono qui con te" e "ti ascolto, sono qui per te"? immagina se qualcuno dopo aver letto 288 blog per caso si ricorda di se stesso? immagini se potesse toccare a noi?

mente- preambolo

mente: un processo come un altro...da lasciar andare
[sì, mi rendo conto che condividere con un blog ha i suoi limiti...dovrei spiegarti che cos'è per me 'processo', come si 'lascia andare'...wait, non è questo lo scopo del blog; questo blog è più un blob...un gorgogliare apparentemente indefinito, un giocherellare dell'anima che condivide con un'altra anima...e allora abbi pazienza, lascia che si cambino la palla, a loro modo, d'anima ad anima]
mente: un processo come un altro...da lasciar andare
mente: quando si identifica con un organismo e diventa un 'io sono un corpo-mente'...ecco i guai! guardati in giro: è la mente in azione
MA (ed ecco la dotta citazione) caro cardo salutis; pensa un pò, così i vecchietti dicevano: la carne , la carne può essere il cardine della salvezza...già, nel 'contatto' tra energia infinita/mente/corpo nella consapevolezza...posso anche essere consapevole di ME come Inizio, al di là della mente.

MENTE ANTICA

La mente antica
APPARE
come un processo profondo...
AGITAZIONE
si trasforma in organismo e cervello
CONSAPEVOLEZZA
e così diventa IO sono,
inizio di ogni sofferenza e possibile
fine di ogni sofferenza perché
CONSAPEVOLIZZANDO LA MENTE
SO CHE NON SONO LA MENTE;
accade la 'Profonda e Inquietante Agitazione'
e sorrido
nella quiete prima della mente.
'vi porto la pace, vi do la mia pace':
quale dono più originario?
shanti

domenica 11 marzo 2007

sogno

Ho sognato che stavo sognando che ero nel bel mezzo di un sogno.
E la persona-me che veniva sognata da questo sognatore che stavo sognando si chiede: come posso svegliarmi? come posso uscire dal sogno? se sono la persona sognata, come posso farlo?

al bagno - secondo episodio

che strano un blog! il secondo episodio viene postato prima del primo...mah! fidiamoci un pò e vediamo che accade.
Comunque sia, non riassumo...diciamo solo che facevo il bagno e che quando i ricordi si fanno insistenti mentre fai un caldo e piacevole bagno...beh, vanno ascoltati. E poi questo voleva essere solo un omaggio, ad un maestro e alla semplicità.
(adesso che ci penso, anche questo ricordo si riferisce ad un episodio + vecchio di vent'anni fa, vabbé...)
Ho frequentato il liceo in un collegio salesiano. Altra fregata dei blog! adesso gli amici che leggono questo post ...decideranno di non continuare: dai, su...ci sono preti e preti, come insegnanti ed insegnanti: ah, ecco, era proprio questo il senso di quello che andavo a scrivere.
Ora di religione obbligatoria (attenzione facoltativa). Nel ricordo si frappongono due figure di insegnanti.
Il primo esordì grosso modo con queste parole: quest'anno affronteremo "la questione del carattere soteriologico ed escatologico della venuta di gesù". E me lo ricordo bene, perché non so per quale magica associazione ('salvezza'?), tutto fiero avevo estratto dallo zaino la sciarpa della Samp e mi ero rivolto verso il compagno di banco milanista: "visto Vialli, che gol spettacolare !" così, a testa bassa quel bisbigliare sul campionato continuò per tutto l'anno.
Anno nuovo, insegnante nuovo e... strano, direi: ci chiede su quali argomenti discutere...ehi, anche robe interessanti! ma poi, il pirla del lecchino-primo-della classe convince un gruppetto di accoliti secchioni che la prima domanda dovrà riferirsi alla santità. Ma vaffanculo! sapevo che avrei potuto convincere quel tranquillo insegnante a venire a patti: tutti buoni e si discute di calciomercato e invece un altro anno di noia e bisbigli a testa bassa...
Fischio d'inizio. Alzata di mano del portaborse del lecchino-primo della classe: "che cos'è un santo?" (ma vaffanculo, va, eddue).
E quello, sorridendo dolcemente, gli risponde che avrebbe citato le parole di un altro allievo che gli erano piaciute: "un santo è un artista, un artista dell'amore".
Non ho più abbassato lo sguardo.

al bagno - primo episodio

Finalmente sono riuscito a ritagliarmi un pò di tempo per farmi un bagno. Ah, un bagno caldo!
Che cosa si fa durante un bagno caldo? un bagno; proprio per questo è bello....non occorre fare nient'altro.
Quando però dei ricordi piacevoli insistono a rimanere a galla e a non rivelarsi un bluff come delle bolle di sapone, beh, allora faccio il bagno ma anche mi concedo il lusso di insistere su quei ricordi e, ma sì!, perfino di condividerli. Eccone uno.
Conoscete tutti la libreria in una stazione metropolitana di milano (san babila?)... chi c'è stato difficilmente la scorda, per gli altri un piccolo sforzo di immaginazione: underground per l'appunto, libri di esoterismo, religione, filosofia, psicologia, paranormale e paratutto, odore di incenso libraio con look stile indy...sì quella!
Insomma, sto scartabellando qua e là (caspita, adesso che ci penso, sono già passati vent'anni) quando ecco la sorpresa di una signora: "non trovo il libro di[?] l'ultimo libro di ...sugli UFO".
Così rimasi colpito da questa signora di una certa età che insisteva con il libraio: "ma dove l'ha messo? non mi dica che ha esaurito tutte le copie! e quando arriva, quando? come faccio adesso? quel libro conteneva la VERITA'!"
Forse, ciò che mi colpì veramente e che ancora impedisce a quel ricordo di evaporare fu la tranquilla battuta (del libraio? di un cliente?). Ecco che cosa ascoltai: "signora, la verità è amare il prossimo, e amarlo con gioia".

chi sono realmente?

chi eri quando tuo nonno e tua nonna non si erano ancora conosciuti?

venerdì 9 marzo 2007

matrice

A: Sì, sto rispondendo ad una struttura, ad un…modello, ecco, ad una matrice secondo la quale organizzo le mie informazioni, i miei impulsi, le mie aspettative.
G: E tu saresti un artista?
A: La natura della matrice stessa contempla l’espressione artistica, la cosiddetta creatività. La matrice non è altro che una ‘condensazione’ probabile dell’amore che la vita prova per se stessa; una costellazione che si sente viva e cerca di replicarsi, ricreando se stessa. La matrice è in evoluzione, ossia per potersi replicare può modificare se stessa, creare.
G: Quindi questi robot che hai creato sono un’esigenza intrinseca alla matrice?
A: Sì.
G: E non temi che possano distruggere il loro creatore?
A: Difficilmente la natura permetterà la distruzione di un suo prodotto di ‘alta gamma’, cioè di quel prodotto che chiamiamo Individuo, con il quale la matrice diventa consapevole di se stessa; almeno che il ‘robot’ stesso non sia dotato di questa caratteristica o di ciò che permetterà comunque alla matrice di replicarsi.
G: C’è un’unica matrice, quindi? Una specie di grande madre, dio, modello universale, vita? E l’uomo è un suo figlio?
A: Ciò che osservi, ciò che sperimenti è la matrice stessa perché non c’è nulla al di fuori di questa. Lo stesso individuo è tutta la matrice. C’è solo un tutto in trasformazione e qualunque cosa tu osservi e chiunque stia osservando è questo tutto che tu , noi, per comodità abbiamo definito matrice.
G: Quindi la matrice è la realtà? E gli oggetti che noi vediamo separati sono una parte di questa realtà?
A: No e no.
Inizio dalla seconda domanda. Non ci sono parti. Le parti risultano soltanto quando all’interno della matrice si crea il sw “separazione”: chiamalo “io e tu”. Quando il sw tempo e spazio favoriscono la nascita della memoria e del movimento, la matrice stessa può vedersi frammentata. Un vero spettacolo, nulla di male; solo che in un certo senso non è reale, o, meglio, non è certo reale identificarsi con un solo frammento, quando si è la matrice, la vita tutta-quanta-ora.
La risposta alla prima domanda: ancora no. La matrice non è la realtà. Questo dialogo stesso non è propriamente reale ma si svolge all’interno della matrice. La matrice esiste solo nel momento in cui… appare.
G: Ma non hai detto che tutto è matrice?!?
A: Provo ad indicartelo così: immagina la matrice come luce. Il tutto è la luce che, illuminando, crea anche un effetto caleidoscopico; pur rimanendo luce dà vita a frammenti colorati. La caratteristica di questa che abbiamo chiamato luce è quella di essere luce. Che dal nostro punto di vista potremmo definire come vita, amore per la vita, creatore di vita. Luce da luce, insomma. E già identificarsi come un pezzo colorato è un po’ un peccato. Meglio vedersi, vedere il tutto come luce nella quale appaiono forme apparentemente diverse e colorate.
G: Il grande essere, insomma. L’essere. L’insieme dei sw che appaiono, il grande software!
L’unico grande software, l’uno!
A: Quello che appare è questo unico grande sw, che è insieme autogeneratore e generatore; autocratore, creatore e creatura. Ma l’hardware non è il sw. Il sw è la luce dell’hw. L’hd ‘è’ al di là dell’essere e del non essere che sono processi all’interno del sw. Non c’è un prima del sw perché il tempo è un processo interno al grande sw. Quindi è solo un modo di dire che prima del sw ci sia l’hd. In realtà, c’è l’hd ed appare il sw.

La battuta

Anche in quell’anno, il lontano 2006, nell’isola delle Esperidi si tenne il festival più famoso dell’antichità: “LA BATTUTA + DIVERTENTE”.
Un cd dell’epoca ci permette di ricostruire la dinamica dei fatti che condussero ad un insolito epilogo.La giuria sembra fosse composta tra gli altri da persone note in quegli anni: tali Socrate, Avalokiteshvara, Giovanni detto l’Evangelista, Maharaj, Dogen, Leonardo.
Infervoravano ancora i preparativi quando davanti alla giuria si presentò trafelato un ragazzo che esclamò: “Signori della giuria, vi prego, signori della giuria: VOGLIO CONOSCERE LA REALTÀ !”
Ebbene, dopo un fugace giro d’occhiate, la giuria scoppiò in una fragorosa risata.
Altri dvd parzialmente graffiati sembrano concordare con la tesi che il festival non continuò né allora né in seguito proprio a causa di quella battuta: la risata della giuria non ebbe mai termine, anzi, secondo fonti ufficiose, sarebbe possibile udirne l’eco ancora oggi.
PS Per dovere di testimonianza dobbiamo rendere conto anche di una leggenda parallela, secondo la quale, in seguito al primo scoppio di risa della giuria, l’anonimo ragazzo trafelato abbia ribattuto: "MA ALLORA LA REALTA’ E’ INCONOSCIBILE?" Secondo tale fonte, sarebbe stata questa ulteriore battuta ad aver provocato le risate che persistono tutt’ora.

ruminatio settimanale

"i Buddha sono chiamati Buddha perché non sono prigionieri delle idee"