venerdì 29 febbraio 2008

sogno

"ho sognato Thay
e c'era una persona che gli puntava un'arma di fronte
e nel sogno mi immedesimavo in Thay
e guardavo chi mi stava di fronte con la pistola puntata
ed ero Presente
ed ero Concentrato:
sorridevo teneramente."

ancora in dormiveglia mi sono sorpreso come non vi fosse
la minima paura di fronte ad un'arma puntata:
ciò che era presente era solo Compassione
sguardo che esprimeva un abbraccio tenero.

martedì 12 febbraio 2008

vita vera


Caro sangha,
come state?
L’onda lunga della condivisione continua in me il suo corso...
così vorrei aprire a voi gli effetti conseguenti alla nostra meditazione sulla morte.
Si dice che, apprestandosi ad entrare in scena, un attore attenda il lampeggiare di una lampadina rossa. L'attore quindi, prima di varcare la soglia del palco, è attento a quel segnale luminoso.
Qualche cosa di simile intravedo in me.
Di fronte al decomporsi del corpo, di fronte all'impermanenza della mente, sembra vi sia una lucetta rossa che voglia "resistere": un qualche cosa che sembra non volersi rassegnare alla morte.
Ho deciso di riconoscere questa lucetta, questa voce e darle ascolto.
In un’altra occasione, in modo più disteso, metterò nero su bianco la 'trascrizione' di questa conversazione intrattenuta con la lucetta.
Ora, ciò che mi pare degno di condivisione è questo:
quella lucetta apparentemente indomabile ha una richiesta profonda.
A dirla tutta... di fronte al 'mio' interrogatorio, il suo primo sussurro è stato quello di riconoscersi come un istinto al movimento. Infatti solo nel movimento, nel dar movimento, nell'animare, sembrava soddisfatta.
In realtà (tralascio il percorso attraverso cui siamo arrivati a ciò...) la voce naturale e + profonda di quella presenza, di quella lucetta è un desiderio: il desiderio di vita (volevo scrivere "non morire" ma non sarebbe corretto).
L'istinto (o pulsione...), il software basilare che caratterizza quella lucetta rossa è il desiderio di vita.
Riprenderò il filo del discorso (anzi, dell'ascolto) e interrogherò ancora quella voce, cercando di porla di fronte ad un interrogativo: quale vita può soddisfare la tua sete di vita?
Dove o come si dà Vita vera, Vita piena, Vita vivente, Vita beata?
Questa domanda può essere un buon finale di puntata.
E, perché no, un possibile mantra o indicazione/invito a discernere e ascoltare.
Desidero la vita: dove sei Vita vera? Come ti riconosco?
Inspirando, riconosco il desiderio di vita. Espirando, sorrido.Inspirando, riconosco la Vita Vera. Espirando, sorrido alla Vita Vera.

venerdì 8 febbraio 2008

eclissi

0- Antefatto:
“non so se l’ho sognato oppure immaginato. Il mio cervello.
Come fosse una casa a 3 piani.

Nello scantinato la famiglia. La gioia dei figli. Gli istinti come radici vive che vogliono completarsi.
Poi il tronco centrale, inarcato verso l’esterno. Il lavoro. Il comunicare. Il trafficare. Il relazionare. L’intrecciare.
E infine le foglie. La meditazione. Il respiro. La tranquillità dello spirito.
(ricordo i colori: radici-famiglia-sangue: rosso/marrone; secondo piano: colore che dal marrone va al rosa, colore delle mani, dita intrecciate; in alto colore celeste, grigio trasparente)”

Così scrivevo un po’ di tempo fa.
E ieri mi sono sorpreso a ricordare questa immagine e a chiedermi se questi tre piani non fossero altro che l’espressione (trasformazione?) dell’energia sessuale, dell’avidità e della superbia in me/noi.

Ma poi ho compreso che non era questo l’importante.
E’ importante comprendere + profondamente le emozioni, i concetti, le immagini che ci si presentano; allora ti invito a fare lo stesso:

1. rilassiamoci per permettere di riconoscere ciò che è presente senza distrazioni.
con gli occhi chiusi, seguo il respiro
e resto un po’ in sua compagnia, sentendo l’inspiro e poi l’espiro
poi mentre inspiro visualizzo/sento una parte del corpo ed espirando le permetto di rilassarsi
così finché ho la percezione che tutto il corpo sia sereno e a proprio agio

2 ascolto /guardo ciò che mi si presenta come importante in questo momento: una sensazione, un’idea, un’immagine…
consapevole dell’inspiro e dell’espiro, pongo attenzione a quella voce, immagine o evento o serie di eventi che l’ha provocato
ad esempio mi si rivela come importante una situazione in cui mi sono sentito depresso, oppure ero contento perché ho provato un senso di prestigio, oppure sento presenti delle parole di qualcuno e provo rabbia, gelosia, invidia o gioia..

3 provo a dare un nome a questa ‘immagine’, glielo chiedo e con il respiro la saluto
es. ah, “voglio essere il migliore” / ah, “dubbio”/ ah, “invidia”/…. So che sei qui!
e respirando mi concentro su questa idea, sensazione, immagine, film e le permetto di presentarsi (così come è, oppure con la sua storia….)

4 CHI E’ CHE SENTE/IMMAGINA TUTTO QUESTO?

5 visualizzo il cervello:
respiro e cerco di visualizzare il cervello e riconosco che in qualche pezzo di carne del cervello, in qualche sinapsi si è attivata questa sensazione, quell’idea…

6 guardo ancora quell’immagine:
nasce dal cervello

7 MA:
a sua volta il cervello nasce e si modifica con il DNA e con l’ambiente
visualizzo allora la storia del dna, il passaggio che porta alla nascita del cervello;
visualizzo le parole di mia madre, il nome che è stato dato, gli insegnamenti….i concetti con cui il cervello si è modificato

8 CHI E’ CHE STA GUARDANDO TUTTO QUESTO?

9 lo stesso sguardo, il punto di osservazione di quell’immagine è a sua volta possibile perché c’è un cervello, un dna, una storia, un corpo, un ambiente…

10 non è possibile distinguere una cosa senza tutte le altre.
L’essere coscienti di quella immagine, l’attenzione a quell’idea, l’osservazione…questa coscienza è dello stesso materiale dell’ambiente che mi circonda, delle parole di mia madre che hanno plasmato le connessioni cerebrali, del dna di mio nonno, del rettile da cui è “passato” il dna, dai cartoni animati che guardavo da piccolo…

11 IL PROGRAMMA E’ UNIVERSALE
la mente è universale
IO SONO TUTTO

12in determinate condizioni (tot calore tot proteine tot sangue etc etc) all’interno del programma universale (anima universale, coscienza universale….) accade un programma che conosce tutto questo e si autodefinisce io

13 il programma io arriva a conoscere di essere tutto

14 MA adesso, adesso, dimmi, dimmi la cosa + importante:
tutto questo che hai descritto, tutti i concetti, le sensazioni, le immagini, la sofferenza, non sono forse tutti basati su quel momento in cui il dna, l’ambiente, il corpo….. hanno detto IO?
Non è allora solo da quando dico IO che puoi sapere anche di essere “io sono tutto”, dna, ambiente, cervello etc etc ?

15 tutti i concetti poggiano sul concetto IO SONO.
se non ci fosse “io”, potrei dire paura, speranza, mondo, dio, coscienza, dna, tutto, niente, comprensione, dolore, essere, non –essere…?


16 MA: ‘PRIMA’ DELL’IO SONO, CHI SEI TU IN REALTA’?
può esserci risposta prima dell’io?
PRIMA DI NASCERE, CHI SEI IN REALTA’?
PRIMA DI ESSERE CONCEPITO, CHI SEI IN REALTA’?
PRIMA CHE I TUOI GENITORI SI CONOSCESSERO,
CHI SEI IN REALTA’?

17 come rotolando un tappeto, ripiego la storia, lo spazio, i concetti…
come un nastro riavvolgo e torno all’origine

18 idee, sensazioni, concetti ( io, ambiente, cervello, dna, ambiente, spazio, storia, tutto, universo…) nascono e muoiono; lascio che vadano.
chi sono in realtà?

È luna piena.
Un po’ come la mente, questa luna…
con le sue fasi, i suoi alti e bassi, la sua ignoranza.
Addirittura questa luna piena sembra eclissare il sole.

Essere o non essere? Si chiede la mente.
Mi gonfio o non mi gonfio? Si chiede la luna.

E se le domande della luna mi sembrano una puttanata,
perché considerare importanti quelle della mente?

lunedì 4 febbraio 2008

citazione vitale

Avrei voluto intitolare il post 'citazione settimanale'; poi, mi sono detto che una citazione del genere quanto meno andava ruminata settimanalmente, mensilmente. citazione annuale? no, citazione vitale. Eccola:
"la sofferenza non è un fatto personale"

ruminatio settimanale

"i Buddha sono chiamati Buddha perché non sono prigionieri delle idee"