
Caro sangha,
come state?
L’onda lunga della condivisione continua in me il suo corso...
così vorrei aprire a voi gli effetti conseguenti alla nostra meditazione sulla morte.
Si dice che, apprestandosi ad entrare in scena, un attore attenda il lampeggiare di una lampadina rossa. L'attore quindi, prima di varcare la soglia del palco, è attento a quel segnale luminoso.
Qualche cosa di simile intravedo in me.
Di fronte al decomporsi del corpo, di fronte all'impermanenza della mente, sembra vi sia una lucetta rossa che voglia "resistere": un qualche cosa che sembra non volersi rassegnare alla morte.
Ho deciso di riconoscere questa lucetta, questa voce e darle ascolto.
In un’altra occasione, in modo più disteso, metterò nero su bianco la 'trascrizione' di questa conversazione intrattenuta con la lucetta.
Ora, ciò che mi pare degno di condivisione è questo:
quella lucetta apparentemente indomabile ha una richiesta profonda.
A dirla tutta... di fronte al 'mio' interrogatorio, il suo primo sussurro è stato quello di riconoscersi come un istinto al movimento. Infatti solo nel movimento, nel dar movimento, nell'animare, sembrava soddisfatta.
In realtà (tralascio il percorso attraverso cui siamo arrivati a ciò...) la voce naturale e + profonda di quella presenza, di quella lucetta è un desiderio: il desiderio di vita (volevo scrivere "non morire" ma non sarebbe corretto).
L'istinto (o pulsione...), il software basilare che caratterizza quella lucetta rossa è il desiderio di vita.
Riprenderò il filo del discorso (anzi, dell'ascolto) e interrogherò ancora quella voce, cercando di porla di fronte ad un interrogativo: quale vita può soddisfare la tua sete di vita?
Dove o come si dà Vita vera, Vita piena, Vita vivente, Vita beata?
Questa domanda può essere un buon finale di puntata.
E, perché no, un possibile mantra o indicazione/invito a discernere e ascoltare.
Desidero la vita: dove sei Vita vera? Come ti riconosco?
Inspirando, riconosco il desiderio di vita. Espirando, sorrido.Inspirando, riconosco la Vita Vera. Espirando, sorrido alla Vita Vera.
come state?
L’onda lunga della condivisione continua in me il suo corso...
così vorrei aprire a voi gli effetti conseguenti alla nostra meditazione sulla morte.
Si dice che, apprestandosi ad entrare in scena, un attore attenda il lampeggiare di una lampadina rossa. L'attore quindi, prima di varcare la soglia del palco, è attento a quel segnale luminoso.
Qualche cosa di simile intravedo in me.
Di fronte al decomporsi del corpo, di fronte all'impermanenza della mente, sembra vi sia una lucetta rossa che voglia "resistere": un qualche cosa che sembra non volersi rassegnare alla morte.
Ho deciso di riconoscere questa lucetta, questa voce e darle ascolto.
In un’altra occasione, in modo più disteso, metterò nero su bianco la 'trascrizione' di questa conversazione intrattenuta con la lucetta.
Ora, ciò che mi pare degno di condivisione è questo:
quella lucetta apparentemente indomabile ha una richiesta profonda.
A dirla tutta... di fronte al 'mio' interrogatorio, il suo primo sussurro è stato quello di riconoscersi come un istinto al movimento. Infatti solo nel movimento, nel dar movimento, nell'animare, sembrava soddisfatta.
In realtà (tralascio il percorso attraverso cui siamo arrivati a ciò...) la voce naturale e + profonda di quella presenza, di quella lucetta è un desiderio: il desiderio di vita (volevo scrivere "non morire" ma non sarebbe corretto).
L'istinto (o pulsione...), il software basilare che caratterizza quella lucetta rossa è il desiderio di vita.
Riprenderò il filo del discorso (anzi, dell'ascolto) e interrogherò ancora quella voce, cercando di porla di fronte ad un interrogativo: quale vita può soddisfare la tua sete di vita?
Dove o come si dà Vita vera, Vita piena, Vita vivente, Vita beata?
Questa domanda può essere un buon finale di puntata.
E, perché no, un possibile mantra o indicazione/invito a discernere e ascoltare.
Desidero la vita: dove sei Vita vera? Come ti riconosco?
Inspirando, riconosco il desiderio di vita. Espirando, sorrido.Inspirando, riconosco la Vita Vera. Espirando, sorrido alla Vita Vera.
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