martedì 28 agosto 2007

capricci


È ora dell’esame. Ed è il mio turno (diversi studenti in attesa e spettatori).
Mi chiede di girarmi, Ernesto il prof.
Il check-up consiste in questo: valutare i battiti cardiaci e la quiete mentale.
Ausculta sollevandomi da dietro con le braccia tra le ascelle. Il battito del cuore.
“sì, bene” . Senza parole mi comunica la mia situazione: un bianco quieto. E’ come se nel certificato medico scrivesse: nulla lo turba.
Aspetta. Un battito meno armonico e che si fa notare.
Mi tranquillizza: “un piccolo capriccio”: così spiega agli altri studenti questo disturbo.
Un residuo: “è ancora attaccato a desideri economici”.
Il suo sorriso è un invito alla pazienza, come dire: tranquillo che passa da solo.
“un C A P R I C C I O”.
Quando mi sveglio è come avere scolpita questa parola tra le connessioni sinaptiche, alla base delle valutazioni.
E un sorriso: come? Che cosa impedisce di essere liberi? Soltanto dei capricci?

giovedì 23 agosto 2007

Insenatura ad Otranto -o Del Dubbio-


In prossimità della costa idruntina. Quando calerà il vento? Le ricognizioni dei nostri esploratori davano assenza di vento da due mesi e non sono arrivati segnali di cambiamenti. Imprevedibile. E grottesco. Un vento ostacolato da un altro vento. La nostra passione, le nostre speranze costrette ad ammainare di fronte a questo maestrale. Abbiamo una notte a disposizione, forse due. Approfittiamone per rivedere il nostro piano di battaglia.

- Parlami del vento. Ancora una volta parlami del mare e della sua natura. Tienimi compagnia in questa notte tanto agitata. Che ne è di quello che chiamavi Oceano grande specchio?
Forse che qui, dove si assotiglia in un canale, il mare vede mutare la propria natura? Purificaci la mente, consigliere Zosimo.
- La natura del mare è dovunque la stessa. E’ questa la sua magia.
Il mare riflette l’immenso cielo. E’ questo il suo potere.
- Allora perché ostacola la nostra navigazione? Ancora, parlami ancora della natura profonda del mare.
- L’Oceano grande specchio è dappertutto: nelle distese infinite, ma anche nelle insenature, nei porti e nelle piccole increspature spumose. Il Cielo si riconosce tramite l’Oceano, specchia la propria potenza. La nascita del mare è un grido azzurro di meraviglia: il cielo è!
Ed il mare è fatto di onde, un’unica esclamazione di molte lettere.
Il suo emergere è placido, calmo. Rispecchia serenamente il cielo.
E nello stesso tempo si riconosce come onda che sale e scende: se non ci fosse questa piccola e transitoria onda, potrebbe forse il mare dirsi mare?
E la sua serenità è nell’abbraccio di tutte le onde che scendono e salgono, nel riconoscere la natura di acqua di ogni onda.
- E l’agitazione? La battaglia?
- E' nella natura dell’oceano riconoscersi grazie all’onda. Ma questo comporta anche l’identificazione con quella singola onda. Da un certo punto di vista questo è vero: tutto l’oceano, l’acqua è in quell’onda. Onda che va custodita.
Non c’è perdita nel salire e nello scendere; l’acqua non muore. Ma l’onda appare a se stessa troppo preziosa…e quello stesso potere che la rende viva vorrebbe trattenerla, impedire che si trasformi in acqua o vapore o nuvola o fiore o…
La cura di sé comprende anche il rischio di dirsi "sono questa onda e voglio rimanere questa onda!". Tutto quello che sembrerebbe impedirlo, diventa minaccioso. E l’oceano grande specchio appare un mare in tempesta.
- Caro Zosimo, le tue parole mi rendono sereno, pronto ad affrontare questa tempesta, ma anche mi insinuano il dubbio nell’affrontare in battaglia il nemico.
Può un re dubitare?
-Sì.
- Che questa sia , dunque, la notte del dubbio.
Viriamo. Proteggiamoci al riparo di quell’insenatura.

martedì 21 agosto 2007

aurora


inspirando: sono vivo

espirando: sorrido

gravidanza


cara Ri., cerco di esprimerti questo:
è come se fosse stato sempre lì eppure è frutto di maturazione...
(assecondami nella difficoltà di esprimermi e, ti prego, cerca di sintonizzarti, magari ruminando qualche immagine che emerge....)
dicevo: è come se fosse stato sempre lì eppure è frutto di maturazione. Forse un frutto rubato? abbandonato? nascosto? troppo evidente?
certo mi è chiaro uno degli strati che lo nascondeva: Narcisismo; ma è forse questa la prima causa nel distogliere lo sguardo? o forse la paura? e che paura? l'essere abbandonato, la solitudine?
ok, vengo al punto: la TERRA, il sentirsi radicati nella terra e parte di un'unica terra ed essere in pace; la terra e l'appartenere, la terra e la gioia.
non riesco ad esprimermi diversamente. Ti lascio questa immagine: l'affondare le proprie gambe nell'unica terra; e dalla terra le figlie, la moglie, il passato, il futuro...anzi, il presente, la trasformazione; e la terra permette di starsene quieti
e riposare al buio e aspettare l'aurora che fa dire: sono vivo
e sorridere ai vermetti che accoglieranno la mia carne.

inspirando: Gioia - espirando: Sorrido


l'etimo di rapito? no, include violenza;
allora meraviglia? entusiasmo? forse, pace?
prima dell'assalto o dopo il conflitto?
tra i turchi o gli idruntini? perché
investigare nel tempo quando
la gioia nella baia di Otranto è qui
e ora_

ruminatio settimanale

"i Buddha sono chiamati Buddha perché non sono prigionieri delle idee"