giovedì 23 agosto 2007

Insenatura ad Otranto -o Del Dubbio-


In prossimità della costa idruntina. Quando calerà il vento? Le ricognizioni dei nostri esploratori davano assenza di vento da due mesi e non sono arrivati segnali di cambiamenti. Imprevedibile. E grottesco. Un vento ostacolato da un altro vento. La nostra passione, le nostre speranze costrette ad ammainare di fronte a questo maestrale. Abbiamo una notte a disposizione, forse due. Approfittiamone per rivedere il nostro piano di battaglia.

- Parlami del vento. Ancora una volta parlami del mare e della sua natura. Tienimi compagnia in questa notte tanto agitata. Che ne è di quello che chiamavi Oceano grande specchio?
Forse che qui, dove si assotiglia in un canale, il mare vede mutare la propria natura? Purificaci la mente, consigliere Zosimo.
- La natura del mare è dovunque la stessa. E’ questa la sua magia.
Il mare riflette l’immenso cielo. E’ questo il suo potere.
- Allora perché ostacola la nostra navigazione? Ancora, parlami ancora della natura profonda del mare.
- L’Oceano grande specchio è dappertutto: nelle distese infinite, ma anche nelle insenature, nei porti e nelle piccole increspature spumose. Il Cielo si riconosce tramite l’Oceano, specchia la propria potenza. La nascita del mare è un grido azzurro di meraviglia: il cielo è!
Ed il mare è fatto di onde, un’unica esclamazione di molte lettere.
Il suo emergere è placido, calmo. Rispecchia serenamente il cielo.
E nello stesso tempo si riconosce come onda che sale e scende: se non ci fosse questa piccola e transitoria onda, potrebbe forse il mare dirsi mare?
E la sua serenità è nell’abbraccio di tutte le onde che scendono e salgono, nel riconoscere la natura di acqua di ogni onda.
- E l’agitazione? La battaglia?
- E' nella natura dell’oceano riconoscersi grazie all’onda. Ma questo comporta anche l’identificazione con quella singola onda. Da un certo punto di vista questo è vero: tutto l’oceano, l’acqua è in quell’onda. Onda che va custodita.
Non c’è perdita nel salire e nello scendere; l’acqua non muore. Ma l’onda appare a se stessa troppo preziosa…e quello stesso potere che la rende viva vorrebbe trattenerla, impedire che si trasformi in acqua o vapore o nuvola o fiore o…
La cura di sé comprende anche il rischio di dirsi "sono questa onda e voglio rimanere questa onda!". Tutto quello che sembrerebbe impedirlo, diventa minaccioso. E l’oceano grande specchio appare un mare in tempesta.
- Caro Zosimo, le tue parole mi rendono sereno, pronto ad affrontare questa tempesta, ma anche mi insinuano il dubbio nell’affrontare in battaglia il nemico.
Può un re dubitare?
-Sì.
- Che questa sia , dunque, la notte del dubbio.
Viriamo. Proteggiamoci al riparo di quell’insenatura.

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