venerdì 16 aprile 2010

farmaco

Lì dove fino a poco prima

non mi ero nemmeno chiesto “dove?”,

a me che fino a poco prima

non mi ero nemmeno chiesto “ a chi?”

all’improvviso apparve un burrone

a cui davo le spalle ed ero sul ciglio

e già antico si rese grasso quello

che Poi e In diversi luoghi avrei espresso come un

lamento: “perché nessuno si interessa a me?”

E capisco l’andare a puttane, il network virtuale,

il nodo alla cravatta dell’avvocato, la cerchia di secondini

e tutte le proiezioni seguite al conficcarsi di quella domanda,

poiché insieme si mostrano il precipizio e la ferita

e la ferita è il nuovo occhio e il nuovo occhio

vuole soltanto un sé.

Forse per le persone che ho incontrato nella vita

o nei libri? Forse gli alberi, un cane o per culo?

Sono saltato. E non ho firmato un’assicurazione.

Tanto era il dolore e tanto di felicità parlavano i saggi.

Librarsi nel burrone, dove tutto sapeva di appiglio

e piacere si alternava a dolore: strana prigione.

Menzogna per menzogna mi decisi:

fino in fondo! e abbracciai la sofferenza.

Il viaggio è stato lungo o solo un attimo?

Lo riassumerei rigirando una moneta:

quando appare una ferita è presente anche la cura.

Scoprivo geni, vecchie foto, neuroni, parole di amici,

discendenti, montagne e mi risvoltai come un calzino:

ciò che sembrava esterno veniva a far parte di me

ed era amabile;

e ciò che appariva come me

era amabile ed era amato ed è amore.

venerdì 12 marzo 2010

ottimismo vs entusiasmo


sì, concordo con te, S.:
c'è una differenza sottile e insieme profonda tra Entusiasmo e Ottimismo.
per dirla in maniera semplicistica...;-):
l'entusiasmo è una espressione della propria natura Reale,
una conseguenza della comprensione di Chi sono in realtà;
l'ottimismo è una speranza emotivamente basata su una falsa identità,
basato sulla memoria di un falso io.
Ma in che modo entusiasmo e ottimismo intersono?
in che modo consapevolizzare uno e l'altro?
in che modo riappacificarsi con la propria natura e nutrire l'entusiasmo?
vediamo di lasciare aperte queste domande
e ascoltarci nei prossimi incontri
ciao!

ruminatio settimanale

"i Buddha sono chiamati Buddha perché non sono prigionieri delle idee"