
Lo so lo so, devo rassettare un po’ e far da cena ad a.,ma è così presa dai suoi libretti, mmm, qualche cosa riesco ancora a scrivere. Approfittiamo per meditare, come viene… un’altra volta vedremo di rifinire.
Alcune costellazioni chimiche sono + “dense” di altre. [scriviamo così, magari cerca tu di soffermarti e di capire, scusami, continuo….]
Non occorre badare al funzionamento del cuore che spontaneamente svolge il suo lavoro…
ma la chimica ‘mentale’ è diversa; sempre chimica è, ma il funzionamento può incepparsi:
c’è un processo chimico di base che da una parte genera la spontaneità del processo generale dall’altra ne può scatenare l’inghippo:
dal momento in cui sono consapevole di IO, questo processo include il processo SEPARAZIONE e OPPOSIZIONE. (oltre a spazio e tempo che, diciamo così, sono tutt’uno con processo io).
Andiamo all’inizio che accade ora
Il processo IO è la consapevolezza di IO; diciamo che è il big bang: IO SONO.
Questa esplosione di luce diventa lo SFONDO sul quale sembrerà accadere tutto “il resto”.
E’ un big bang in parte reale nel senso che è ‘concreto’; ma è anche irreale nel senso di parziale…
è un’illuminazione di ciò che è in sé la realtà: assoluto buio; ma è anche l’unica consapevolezza della realtà.
Conosco la realtà attraverso quella luce, facendo luce -grazie alla pila del big bang ‘io sono’- illumino la realtà;
quindi questa esplosione iniziale, che è luce, illumina e fa “conoscere” la realtà in quanto punto di vista sulla realtà (che rimane non conoscibile e inesprimibile).
E in un certo senso la crea, facendo luce, dà vita al buio della realtà, attiva il potenziale della realtà…
Già questa esplosione si caratterizza come insieme di opposti: è dalla realtà che avviene questa esplosione, o è nella realtà che accade (ogni espressione è non reale) ma in quanto luce non è il buio originario e insieme ne è l’unica illuminazione possibile.
Così l’unico modo di attingere alla realtà è quello di tenere insieme buio e luce, pur sapendo che IO è buio e nel momento in cui SONO illumino ciò che per natura è buio.
Però, per usare un’espressione approssimativa ma intuitiva, è nel cuore buio della realtà che si origina la luce.
È il cuore della realtà che pulsa nella luce, per quanto questa luce non sia propriamente il buio originario, ma ne sia comunque l’unica manifestazione che ci è data.
Sarebbe un po’ (tiriamo un es. per gli orecchi) un figlio, della stessa natura del padre, eppure figlio!
Nel momento stesso in cui esplode, questa consapevolezza luminosa (che è tutt’uno con il dire: io sono) non può distinguersi da un atto immediato: io sono e nello stesso tempo: io amo!
Io sono (l’atto luminoso di IO, l’essere di IO) è nello stesso tempo IO amo di essere quello che sono, Quello, Me,Io; essere è amore di essere, essere è amore.
Quindi, volendo esprimere, questo big bang diremo che è consapevolezza di essere (IO SONO), amore di essere (IO AMO) e, amando essere, non può che illuminare l’Io, continuamente: creazione infinita. IO SONO, IO AMO, IO CREO.
Per ora, accontentiamoci di questo: questo big bang luminoso, questo senso di esserci accade ora nell’uomo.
Non c’è separazione. Ma l’indistinto Tutto prende consapevolezza di sé solo nell’individuazione.
Il tutto è la realtà, una realtà ‘non conoscibile’.
La chimica del Tutto, nutrendosi di processi chimici individuali (cibo etc) genera un processo di consapevolezza che fa ‘dire’ all’individuo: IO (tutto) SONO. Ma è un’illuminazione di un’oscurità, un processo di opposti: 'io sono' viene illuminato dall’ 'io sono questo individuo'.
IO SONO è già da un certo punto di vista irreale perché è un’illuminazione della realtà, è un’apparire, ma nello stesso tempo è la realtà così come si manifesta. IO SONO è già quindi un’unione di opposti…. Ed è lo sfondo , il seme da cui germoglierà …
L’uomo “sperimenta” / consapevolizza l’IO SONO insieme con la consapevolezza dell’IO SONO QUESTO. Il tutto si nutre (concretamente! Cibo!) dell’individuo.
Un’”altra” unione di apparenti opposti.
Non consapevole di essere tutto, ecco la ferita, il peccato originale, l’inferno, la sofferenza: io sono questo e il resto è altro….
Non consapevole dell’io sono questo individuo, semplicemente non si dà paradiso…
La realtà è al di là del paradiso/inferno, ma si “concretizza” per l’uomo come possibilità di inferno/paradiso. Una coppia inscindibile per l’uomo in quanto individuo e in quanto tutto come consapevolizzato dall’individuo.
Una coppia di opposti, un processo che però non è propriamente reale, è uno sguardo luminoso (per così dire) sulla realtà.
L’etichetta sul campanello è INFERNO/PARADISO: non è un’indicazione falsa! Ma non è l’inquilino!
Abitando in questa casa, è spontaneamente e chimicamente istintivo per l’uomo consapevolizzare l’indirizzo e
[accipicchia, mi sa che a. ha proprio fame….intanto pubblico il post così, alla prossima Ciao!]
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