caro sangha,
sto assaporando l'eco della nostra ultima meditazione (spazzatura e fiore).
Come vi anticipavo sono in uno scenario privilegiato: Castelvolturno (meglio conosciuta per le cronache come la Terra dei Casalesi).
Purtroppo la situazione immondizie è peggiorata: sembra ci sia una cesura tra la provincia di Napoli e quella casertana dove la spazzatura è ancora ammucchiata nelle strade.
Eppure proprio qui ho trovato l'unica struttura sanitaria che utilizzi un protocollo sperimentale con le staminali... ma basta questo ad aiutarmi a scorgere il seme della rinascita?
Me lo chiedo anche dopo aver visto la splendida mostra di Luise Bourgeois a Capodimonte, e ammirando nelle tele del museo i fasti della Napoli borbonica, e poi lasciandomi cullare dal sole e dalla musicalità della lingua, e ancora nel passare tra un anfiteatro romano, una chiesa barocca, il centro direzionale moderno .... impermanenza? trasformazione?
Tutto sembra confermare le parole della signora che fa assistenza in ospedale alla sua mamma anziana: che ce voffà? è una rota...
E sorrido, perché se deve essere una ruota, allora lo sarà anche per la camorra...
Ma questa idea ciclica della vita è ambivalente;
ed ecco un altro regalo di Napoli: la doppiezza.
C'è la Napoli visibile e quella altrettanto estesa ma sotterranea, così come puoi trovare la spiaggia a fianco della fabbrica abbandonata, il genio e la sregolatezza,
la gentilezza e la furbizia, la rassegnazione e la creatività...mmm, quest'ultima coppia mi interessa: non mi rassegno alla rassegnazione...
(rileggendo, mi accorgo che anche la rassegnazione può portare qualche cosa di utile, oggi + che mai: la leggerezza)
Mi traduco così l'ambivalenza: quel ciclo, in base al quale ogni cosa sembra ruotare, mi appare come portatore di sofferenza ma anche di trasformazione...e mi chiedo:
posso vedere quel ciclo in me e me in quel ciclo? nessun ciclo senza di me?
In chat un amico mi dice che 'ci vorrebbe il napalm per questi terroni'...
comprendo anche questa voce, non mi nascondo le sue ragioni
(e sorrido perché se qui minacciassero con il napalm subito risponderebbero: già la tenimmo na palm e pure tante)
(e sorrido perché conoscendo l'amico se fosse qui non andrebbe più via dopo aver assaggiato le sfogliatelle e aver incontrato quelle che mi appaiono come le donne + belle del mondo).
Allora lascio che si sfreghino in me queste domande, che si scontrino promettendo una scintilla...
o forse è un'altra occasione per nutrire in me un seme sfuggente: la pazienza.
La pazienza del tessitore degli arazzi di Louise che vede nei fili separati l'unità della tela?
mmmm... stop, respira!
qui rischiamo di cavarcela con risposte preconfenzionate...
stop, respira!
e adesso che ci penso thay ha scelto proprio napoli per la sua camminata pubblica
e adesso posso camminare
e adesso può rivelarsi la realtà
al di là di ogni rifiuto al di là di ogni attaccamento
stop!
caro sangha,
vi invito in questo momento a respirare con me,
qui
ps ehi, grazie dell'ispirazione (iNspirazione), napoli.
vi lascio qualche traccia della camminata napoletana qui di seguito:
affermare che non esista un individuo è follia.
La realtà si riconosce ora.
La realtà è.
Nell’individuo si conosce.
Chiedersi: ‘e nelle piante?’:
è una domanda inutile,
perché nella realtà lo stesso individuo partecipa delle piante
e nelle piante puoi ritrovare l’individuo.
Ora riconosco la realtà.
La realtà si esprime come Io sono.
Riconoscendosi la realtà vive,
ama essere.
Riconoscendo la vita,
la realtà si esprime come Io amo.
Io amo essere. Io vivo.
Amandosi,
amando essere,
la realtà crea.
La vita crea, si trasforma.
La vita ora si trasforma.
Riconoscendomi vivo,
Io creo.
Riconoscendosi completa,
la vita è felice.
Riconoscendomi vivo e completo,
Io sono felice.
La trasformazione partecipa di tutto.
Anche della separazione.
Separando, mi illudo.
Separando, Io sogno.
Seguendo ciò che credo separato,
Io soffro.
Nella sofferenza, nomino ciò che appare separato.
Avidità? Il profitto appare separato.
Superbia? La riconoscenza appare separata.
Gelosia? l’altro appare separato.
Rabbia? L’io appare separato
Lussuria? Il sesso appare separato
Moralismo? Il giudizio appare separato
…
Che cosa appare separato in questo momento?
Nella sofferenza vedo l’illusione.
Io mi illudo.
Vedendo l’illusione della separazione,
la realtà si rivela.
Io mi risveglio.
Nutrendo il seme del risveglio,
l’illusione si rivela.
Io sorrido.
Sorridendo,
Io sono in pace.
Nella pace,
Io guarisco.
sto assaporando l'eco della nostra ultima meditazione (spazzatura e fiore).
Come vi anticipavo sono in uno scenario privilegiato: Castelvolturno (meglio conosciuta per le cronache come la Terra dei Casalesi).
Purtroppo la situazione immondizie è peggiorata: sembra ci sia una cesura tra la provincia di Napoli e quella casertana dove la spazzatura è ancora ammucchiata nelle strade.
Eppure proprio qui ho trovato l'unica struttura sanitaria che utilizzi un protocollo sperimentale con le staminali... ma basta questo ad aiutarmi a scorgere il seme della rinascita?
Me lo chiedo anche dopo aver visto la splendida mostra di Luise Bourgeois a Capodimonte, e ammirando nelle tele del museo i fasti della Napoli borbonica, e poi lasciandomi cullare dal sole e dalla musicalità della lingua, e ancora nel passare tra un anfiteatro romano, una chiesa barocca, il centro direzionale moderno .... impermanenza? trasformazione?
Tutto sembra confermare le parole della signora che fa assistenza in ospedale alla sua mamma anziana: che ce voffà? è una rota...
E sorrido, perché se deve essere una ruota, allora lo sarà anche per la camorra...
Ma questa idea ciclica della vita è ambivalente;
ed ecco un altro regalo di Napoli: la doppiezza.
C'è la Napoli visibile e quella altrettanto estesa ma sotterranea, così come puoi trovare la spiaggia a fianco della fabbrica abbandonata, il genio e la sregolatezza,
la gentilezza e la furbizia, la rassegnazione e la creatività...mmm, quest'ultima coppia mi interessa: non mi rassegno alla rassegnazione...
(rileggendo, mi accorgo che anche la rassegnazione può portare qualche cosa di utile, oggi + che mai: la leggerezza)
Mi traduco così l'ambivalenza: quel ciclo, in base al quale ogni cosa sembra ruotare, mi appare come portatore di sofferenza ma anche di trasformazione...e mi chiedo:
posso vedere quel ciclo in me e me in quel ciclo? nessun ciclo senza di me?
In chat un amico mi dice che 'ci vorrebbe il napalm per questi terroni'...
comprendo anche questa voce, non mi nascondo le sue ragioni
(e sorrido perché se qui minacciassero con il napalm subito risponderebbero: già la tenimmo na palm e pure tante)
(e sorrido perché conoscendo l'amico se fosse qui non andrebbe più via dopo aver assaggiato le sfogliatelle e aver incontrato quelle che mi appaiono come le donne + belle del mondo).
Allora lascio che si sfreghino in me queste domande, che si scontrino promettendo una scintilla...
o forse è un'altra occasione per nutrire in me un seme sfuggente: la pazienza.
La pazienza del tessitore degli arazzi di Louise che vede nei fili separati l'unità della tela?
mmmm... stop, respira!
qui rischiamo di cavarcela con risposte preconfenzionate...
stop, respira!
e adesso che ci penso thay ha scelto proprio napoli per la sua camminata pubblica
e adesso posso camminare
e adesso può rivelarsi la realtà
al di là di ogni rifiuto al di là di ogni attaccamento
stop!
caro sangha,
vi invito in questo momento a respirare con me,
qui
ps ehi, grazie dell'ispirazione (iNspirazione), napoli.
vi lascio qualche traccia della camminata napoletana qui di seguito:
***********
Affermare che esista un individuo separato è follia;affermare che non esista un individuo è follia.
La realtà si riconosce ora.
La realtà è.
Nell’individuo si conosce.
Chiedersi: ‘e nelle piante?’:
è una domanda inutile,
perché nella realtà lo stesso individuo partecipa delle piante
e nelle piante puoi ritrovare l’individuo.
Ora riconosco la realtà.
La realtà si esprime come Io sono.
Riconoscendosi la realtà vive,
ama essere.
Riconoscendo la vita,
la realtà si esprime come Io amo.
Io amo essere. Io vivo.
Amandosi,
amando essere,
la realtà crea.
La vita crea, si trasforma.
La vita ora si trasforma.
Riconoscendomi vivo,
Io creo.
Riconoscendosi completa,
la vita è felice.
Riconoscendomi vivo e completo,
Io sono felice.
La trasformazione partecipa di tutto.
Anche della separazione.
Separando, mi illudo.
Separando, Io sogno.
Seguendo ciò che credo separato,
Io soffro.
Nella sofferenza, nomino ciò che appare separato.
Avidità? Il profitto appare separato.
Superbia? La riconoscenza appare separata.
Gelosia? l’altro appare separato.
Rabbia? L’io appare separato
Lussuria? Il sesso appare separato
Moralismo? Il giudizio appare separato
…
Che cosa appare separato in questo momento?
Nella sofferenza vedo l’illusione.
Io mi illudo.
Vedendo l’illusione della separazione,
la realtà si rivela.
Io mi risveglio.
Nutrendo il seme del risveglio,
l’illusione si rivela.
Io sorrido.
Sorridendo,
Io sono in pace.
Nella pace,
Io guarisco.
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