giovedì 5 aprile 2007

conversazioni in piazza San Giacomo


ciao D.,
mentre passeggiavamo accanto alla fontana, mi chiedevi/sostenevi l'indifferenza verso ciò che accade e nello stesso tempo provavi amore per ciò che accadeva (bambini che giocavano): questa 'pratica' condizione di apparente stallo mi provoca questo post:

Immagina di essere un hardware...come ti potresti riconoscere? Tramite un software.
Ogni software per te è una scoperta di quello che sei, un illuminare l'ignoto che sei, anche se in realtà non sei quello che il sw fa apparire.
[nota per successivi approfondimenti: ogni software presuppone un software di base: la coscienza di essere (che a sua volta è amore di essere questo essere e amandosi crea essere) ]
Ora, immagina che in Te appaia spontaneamente un sw che chiamiamo uomo e che implichi altri programmi, quali corpo, mente etc
Visto che sono apparsi e "sono" Te, è naturale lasciare che questi sw girino in modo ottimale;
quindi da un lato è indifferente per l'identità reale dell'hardware quello che accade ai software, d'altra parte è nella natura dell'apparire del software portare i programmi a compimento.
Una delle caratteristiche del software uomo è il programma Felicità.
Quindi l'hardware, che in realtà sei, può "sperimentare" una beata indifferenza per quello che accade, ma per il software - con cui lo stesso hardware si manifesta e che solo come software puoi cogliere e conoscere- non è indifferente se nutrire i semi della depressione o della felicità.
Se vuoi rifugiarti nella falsa indifferenza... potresti trovare qualche comodo concetto come salvataggio, ma gireresti a vuoto: perfino cercare l'origine del software o concettualizzare una differenza tra il reale hardware e il manifesto software presupporrebbe un concetto e quindi un programma, un altro software; non c'è scampo!
Già che ci siamo, allora, con coraggio, insistiamo su ciò che vale la pena: spontaneamente conoscersi e spontaneamente amare.

ps1: non è un invito a piratare il sw altrui, ma ad ascoltare il proprio sw originale; per quanto mi riguarda ti passo la mia stringa:
io sono io sono io sono
io amo io amo io amo
io creo io creo io creo

ps2: citazione: "Il corpo è fatto di cibo, come la mente è composta di pensieri. Vedili come sono. La non-identificazione, quando è naturale e spontanea, è liberazione. Non hai bisogno di sapere che cosa sei. Ti basta sapere ciò che non sei. Non saprai mai che cosa sei, perché ogni scoperta rivela nuove dimensioni da 'conquistare'. L'ignoto non ha limiti.
domanda: Ciò implica un'eterna ignoranza?
risposta: No, significa che l'ignoranza non è mai esistita. La verità sta nello scoprire, non in ciò che si scopre. E la scoperta non ha inizio né fine. Metti in discussione i tuoi limiti, vai oltre, poniti degli obiettivi apparentemente impossibili: questa è la via.

ps3 citazione: "Io sono quello".

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"i Buddha sono chiamati Buddha perché non sono prigionieri delle idee"