
ieri ci interrogavamo su alcuni comportamenti che accadono durante il lavoro, nonché alcune motivazioni che portano alla scelta di determinati lavori.
Perché ci stavamo interrogando su questo?
Perché gli atteggiamenti che stavamo prendendo in considerazione possono portare ad un risultato non salutare per il lavoro e per noi stessi ed inoltre sembra siano attuati in modo inconsapevole.
Grazie alla tua cultura medica, mi hai quindi invitato a considerare le possibili variabili biochimiche da cui traggono origine simili comportamenti, ed in particolare ci siamo soffermati sull’implicazione della ‘ricerca di adrenalina’ e sul ciclo del cortisolo; poi abbiamo accennato ad altre variabili ormonali (dopamina...), tanto che abbiamo denominato la chat su cui discutevamo come “ormoni” (ed era emerso l’ etimo greco di ormone, da ormé, mettere in movimento).
Se gli atteggiamenti/comportamenti presi in esame fossero causati da un possibile squilibrio nella produzione ormonale? ci siamo chiesti. E poi: che fare, allora?
Per rispondere a questa domanda (sul fare), le nostre strade si sono “divaricate”.
La tua proposta mi sembra possa essere riassunta come il prendere atto che ‘a me va bene’ ci sia questo ‘bisogno ormonale’ e sulla possibilità di ‘incanalarlo’ per dargli un indirizzo ‘piacevole’ e nello stesso tempo non farlo diminuire: ad esempio, ho bisogno di adrenalina e voglio gustarmi la sensazione che mi provoca (passiamo sopra alle inesattezze tecniche…) giocando a scacchi o, ancora meglio, a poker …
Da parte mia intuisco un’altra possibilità, come l’eco della parola soluzione fa intuire: nella direzione dello ‘sciogliere’, appunto.
L’eccitazione che tu vorresti incanalare mi richiama questa immagine: quella di un tale che si è smarrito nel deserto, tutto accaldato e affannato, a cui appare un’oasi ed eccitato segue il suo miraggio; ma se contrapponessi al ‘sentirsi eccitati’ una possibilità diversa, diciamo quella di provare ‘gioia’, la gioia nel gustarsi un’ acqua rinfrescante, sembrerebbe un po’ arrogante e mi replicheresti che anche la mia ‘gioia’ è un’illusione.
Allora quello che come amico ti propongo è di prenderci del tempo, pazienti, per valutare meglio le opzioni a disposizione, per riconoscere ciò che veramente è fresco e dissetante.
La vita è bella perché varia, si dice; come amico, non mi sento però esente dal metterti in guardia, anzi, di più, nel condividere altre possibilità.
Ecco quindi quello che troverai qui allegato: una possibile Pratica di meditazione o attenzione, se preferisci, che ci permetta di discriminare e ascoltare le nostre opzioni.
Con queste istruzioni per l’uso: la ‘tecnica’ esposta è una ‘tecnica’ della tradizione zen, basata sulla ‘presenza mentale’, ossia sulla capacità di testimoniare quello che accade nel momento presente. Perché sia possibile essere presenti (e non farsi ‘trasportare’ da qualche miraggio), lo zen ha elaborato delle ‘pratiche’ centrate sulla respirazione.
La respirazione è come uno strumento che ci aiuta ad essere presenti con quello che accade.
Il presupposto è che una volta che attiviamo la consapevolezza, questa si comporti come un’energia (passami il termine, puoi usare ‘attività’ o come meglio credi) e ne inneschi un’altra, l’energia della concentrazione, a cui ne segue ancora un’altra: l’energia dell’intuizione, della comprensione.
(E che cosa si intuisce, più precisamente? Beh, me lo dirai tu, se vorrai provare e condividere.)
Queste ‘energie’ prodotte con la pratica si prendono cura delle energie ‘parassite’ che ostacolano la comprensione della realtà.
Mentre respiriamo, quindi, agiamo come una mamma che si prende cura delle proprie figlie, le sorelline ansia, rabbia, dolore etc etc calmandole e sciogliendole.
Si parte quindi da un primo esercizio di base che è quello di rimanere semplicemente consapevoli dell’inspiro e dell’espiro, null’altro.
Di solito, a questo esercizio di base, si aggiungono solitamente la consapevolezza basata sul corpo, sulle sensazioni ed emozioni, sulla mente; senza distinzione tra un soggetto meditante ed un oggetto di meditazione -ma questo potrebbe essere uno spunto per una conversazione ulteriore-.
Quella che segue, invece, dopo il primo punto che ripropone l’attenzione sull’inspirazione e sulla espirazione prosegue come una possibile traccia alternativa, anzi, riporta proprio il resoconto di come spontaneamente mi sono ritrovato a porre attenzione sul problema che avevamo affrontato.
Quindi te lo allego, perché se praticato forse anche tu puoi cogliere degli spunti utili o quantomeno alternativi ;-).
Ogni punto è diviso in due affermazioni; sotto ogni affermazione in grassetto c’è un riassunto delle affermazioni che può essere usato come ‘nota mentale’, ‘nota di accompagnamento’ mentre siamo consapevoli del respiro.
Così ad es. seguendo la frase numero 15 mentre inspiro pongo l’attenzione sul fatto che esiste un ciclo del cortisolo e mentre espiro sorrido.
Per ogni punto, se puoi e se vuoi, concediti una quindicina di respiri (insp/exp) o anche più se il punto ti sembra importante.
Spero a breve di allegarti un mp3 e un video per agevolarti (ma puoi sempre praticare il sabato mattina con degli amici, sei invitato!).
Mi piacerebbe chiamarla Mucca questa pratica, così quando parleremo di Mucca sapremo a che cosa stiamo facendo riferimento.
Perché Mucca? Ma perché mentre scrivo mi viene in mente la storiella del contadino che corre affannato qua e là alla ricerca della sua mucca davanti ad un sereno buddha che esprime ai suoi discepoli la fortuna per non avere una mucca a cui correre dietro.
Ciao! che possa accadere la Vita piena, la Vita viva,
1.
Inspirando, sono consapevole del mio inspiro.
In
Espirando, sono consapevole del mio espiro.
Ex
2.
Inspirando, sono vivo
Sono vivo
Espirando, sorrido alla vita.
Sorrido alla vita
3.
Insp. sono consapevole che il passato non è me
Passato non è me
Exp. sono consapevole che non c’è un sé a cui appartenga il passato
Passato non appartiene ad un sé
4.
Insp. sono consapevole che il presente non è me
Presente non è me
Exp. sono consapevole che non c’è un sé a cui appartenga il presente
Presente non appartiene ad un sé
5.
Insp. sono consapevole che il futuro non è me
Futuro non è me
Exp. sono consapevole che non c’è un sé a cui appartenga il futuro
Futuro non appartiene ad un sé
6.
Insp. sono consapevole di essere vita senza confini
Vita senza confini
Exp. sono consapevole di non essere mai nato né morto
Mai nato mai morto
7.
Insp. sono consapevole che il corpo non è me.
Corpo non è me.
Exp. sono consapevole che non sono limitato da questo corpo.
Non sono limitato
8.
Insp. sono consapevole che le sensazioni non sono me.
sensazioni non sono me.
Exp. sono consapevole che non sono limitato da queste sensazioni.
Non sono limitato
9.
Insp. sono consapevole che le emozioni non sono me.
Emozioni non sono me.
Exp. sono consapevole che non sono limitato da queste emozioni.
Non sono limitato
10.
Insp. sono consapevole che le percezioni non sono me.
Percezioni non sono me.
Exp. sono consapevole che non sono limitato da queste percezioni.
Non sono limitato
11.
Insp. sono consapevole che i pensieri non sono me.
Pensieri non sono me.
Exp. sono consapevole che non sono limitato da questi pensieri.
Non sono limitato
12.
Insp. sono consapevole che la coscienza non è me.
Coscienza non è me.
Exp. sono consapevole che non sono limitato da questa coscienza.
Non sono limitato
13.
Insp. riconosco una sensazione di stress
Riconosco lo stress
Exp. sorrido alla sensazione di stress
sorrido
14.
Insp. sono consapevole delle conseguenze dello stress
Conseguenze dello stress
Exp. lascio andare
Lascio andare
15.
Insp. riconosco la produzione, la persistenza, l’estinzione del cortisolo.
Ciclo del cortisolo
Exp. sorrido al ciclo del cortisolo
Sorrido
16.
Insp. riconosco lo stimolo dell’adrenalina.
Adrenalina
Exp. sorrido allo stimolo dell’adrenalina.
Sorrido
17.
Insp. sono consapevole della vacuità.
Vuoto
Exp. sono consapevole della pienezza.
Pieno
18.
Insp. sono consapevole della vita senza confini
Vita senza confini
Exp. sono consapevole che non sono limitato da alcun bisogno
Nessun bisogno
19.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di portare un peso per sentirsi vivi.
Non c’è bisogno di un peso
Exp. lascio andare
Lascio andare
20.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di rincorrere per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di rincorrere
Exp lascio andare
Lascio andare
21.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di soffrire per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di soffrire
Exp lascio andare
Lascio andare
22.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di morire per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di morire
Exp lascio andare
Lascio andare
23.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di cercare la strada più difficile per sentirsi vivi
Non c’è bisogno della strada più difficile
Exp lascio andare
Lascio andare
24.
Insp. riconosco che non c’è bisogno della perfezione per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di perfezione
Exp lascio andare
Lascio andare
25.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di essere il migliore per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di essere il migliore
Exp lascio andare
Lascio andare
26.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di compiacere qualcuno per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di compiacere
Exp lascio andare
Lascio andare
28.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di attaccarsi a qualche cosa per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di attaccamento
Exp lascio andare
Lascio andare
27.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di sforzarsi per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di sforzo
Exp lascio andare
Lascio andare
28.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di forza per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di forza
Exp lascio andare
Lascio andare
29.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di fretta per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di fretta
Exp lascio andare
Lascio andare
30.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di eccitazione per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di eccitazione
Exp lascio andare
Lascio andare
31.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di cercare il piacere per sentirsi vivi
Non c’è bisogno del piacere
Exp lascio andare
Lascio andare
32.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di rifiutare il dolore per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di rifiutare
Exp lascio andare
Lascio andare
33.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di trattenere per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di trattenere
Exp lascio andare
Lascio andare
34.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di giudicare per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di giudicare
Exp lascio andare
Lascio andare
35.
Insp. riconosco la gioia del lasciar andare i bisogni
Lasciar andare bisogni
Exp provo gioia
gioia
36.
Insp. riconosco la libertà dai bisogni
Libertà dai bisogni
Exp sono in pace
Pace
37.
Insp. sento una sensazione neutra
Sensazione neutra
Exp sorrido
Sorrido
38.
Insp. sono vivo
Sono vivo
Exp sorrido alla vita
Sorrido alla vita
PS Sembrerebbe un po’ impegnativo praticare tutte le affermazioni in un’unica sessione! C’è anche la possibilità di suddividere in sezioni la meditazione e/o praticare solo quelle affermazioni a cui ci sembra più urgente dare ascolto (dopo essere rimasti per un po’ consapevoli dell’inspiro e dell’espiro –frase n.1-).
Inoltre può diventare uno spunto di osservazione nella vita quotidiana, là dove sorprendiamo noi stessi (o altri) a porre delle condizioni alla nostra possibilità di sentirci pienamente vivi.
*Quale ostacolo sto frapponendo tra me e la vita piena?
*Che condizioni sto ponendo ora perché la vita piena si realizzi?
Così possiamo ‘respirare’ subito queste affermazioni /azioni limitanti e di cui siamo diventati consapevoli e lasciare che si sciolgano comprendendo la loro natura impermanente e limitante e permetterci di vivere pienamente. Oppure possiamo annotarcele così da includerle nella nostra meditazione quotidiana. Ecco per esempio delle nuove affermazioni così come sono emerse nella mia esperienza di ieri:
-
Insp. riconosco che non c’è bisogno di essere furbo per sentirsi vivi
Non c’è bisogno della furbizia
Exp lascio andare
Lascio andare
-
Insp. riconosco che non c’è bisogno di avere dubbi per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di dubitare
Exp lascio andare
Lascio andare
-
Insp. riconosco che non c’è bisogno di rimorsi per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di rimorsi
Exp lascio andare
Lascio andare
-
Insp. riconosco che non c’è bisogno di aspettative per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di aspettative
Exp lascio andare
Lascio andare
-.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di sentirsi in colpa per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di sentirsi in colpa
Exp lascio andare
Lascio andare
-.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di porre condizioni per sentirsi vivi
Non c’è bisogno di porre condizioni
Exp lascio andare
Lascio andare
-.
Insp. riconosco che non c’è bisogno di controllo per sentirsi vivi
Non c’è bisogno del controllo
Exp lascio andare
Lascio andare
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